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La storia

Il contesto territoriale del Liceo è complesso ed articolato in quanto costituito da tre comuni ciascuno con caratteristiche e peculiarità proprie, nonostante la contiguità.

GIUGLIANO

Nasce lungo la via Campana. Il primo nucleo della città  è probabile che si sia sviluppato nel Medioevo , anche se esistono tracce di insediamenti precedenti lungo la via Domitiana. Nell’arco dei secoli ha mantenuto abbastanza stabile la sua popolazione. Nel corso del Novecento, invece, si è avuto un progressivo aumento che è diventato esponenziale negli ultimi vent’anni del secolo. Infatti, nel 1985, la popolazione giuglianese risultava essere di quasi 50.000 abitanti e nel 2006 raggiunse i 100.000. In poco più di 20 anni la popolazione della città è quindi raddoppiata, con il risultato che Giugliano è diventata la più popolosa città italiana non capoluogo di provincia. Ciò è dovuto anche al flusso di stranieri, ma soprattutto all'arrivo di persone dalla periferia di Napoli, nel periodo post terremoto. L'aumento della popolazione ha comportato anche una crescita urbanistica notevole. La distribuzione della popolazione sul territorio è assai squilibrata. L'espansione della città si è rivolta soprattutto alle periferie: nella periferia nord della città sono stati costruiti molti palazzi, alcuni dei quali prefabbricati o abusivi. L'abitato centrale si trova nella zona orientale del comune, direttamente collegato a quelli di Qualiano, Mugnano di Napoli, Villaricca e Melito, con i quali forma un unico agglomerato. La frazione Lago Patria, che comprende la località omonima nonché Varcaturo e una parte di Licola (divisa con il comune di Pozzuoli), che sono tre nuclei urbani distinti, si trovano molto distanti dal capoluogo, rispetto agli standard della zona, e mancano di alcuni servizi. Tuttavia, la costruzione della base Nato a Lago Patria ha messo in moto una rete di progetti che prevedono la riqualificazione, anche urbanistica, della zona. L'economia della città si basa soprattutto sulla produzione e commercio di prodotti agroalimentari e sull'attività della zona industriale situata in località Ponte Riccio. La città è uno dei più grandi poli ortofrutticoli d'Italia. Non a caso Giugliano è soprannominata Città della mela annurca, una caratteristica mela locale apprezzata in tutto il mondo tanto da meritarsi l'appellativo di "regina delle mele". 

VILLARICCA

L'attuale toponimo del comune è recente, in quanto risale al 13 maggio del 1871, quando fu abbandonata l'antica denominazione Panicocoli. L'antico nome è spesso presente nell'uso dialettale, soprattutto tra la popolazione più anziana che si riferisce al proprio paese come Panecuocole. L'antica denominazione rinvia al latino medievale panicoculus (formato da panis, pane, e dal tema di coquere, cuocere), ovvero fornaio (non a caso la cittadina è nota anche per il buon pane). Le delibere per l'attuale denominazione risalgono alla fine del XIX secolo, più precisamente agli anni 1862 e 1865. Villaricca, tra gli ultimi anni del '900 e l'inizio dei Duemila è stata al centro di uno forte sviluppo urbanistico (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001),  inoltre è situata a nove chilometri a nord di Napoli ed è parte integrante dell'agglomerato urbano del capoluogo partenopeo. Costituisce un unico grande abitato con la confinante Giugliano. Fa parte del comprensorio giuglianese con i comuni di Qualiano, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli. Un tempo centro agricolo, Villaricca si trova oggi a fare i conti con gli effetti di una spaventosa politica di speculazione edilizia (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001) che, vedendo l'importazione massiccia di nuclei familiari dal capoluogo partenopeo e dai centri vicini, ha ridotto di moltissimo il numero delle aree ancora disponibili per la continuazione di attività realmente produttive, come lo è sicuramente quella legata al settore primario dell'economia. Una delle conseguenze di simile dissesto territoriale è l'insediamento nella periferia cittadina e lungo la Circumvallazione Esterna di Napoli di attività commerciali (depositi spedizionieri fino a locali per il tempo libero), incapaci di slegarsi da una logica di supporto dell'abnorme sviluppo urbanistico e di raggiungere propri livelli di autonomia e di interazione cogli altri sostrati economici locali.

QUALIANO

Il nome deriverebbe da Caloianum, come si evince dal primo elenco completo di tutti i casali esistenti nel regno di Napoli; in un elenco successivo, di epoca angioina, si trasforma in Coliana. Qualiano ha dato origine a due tesi interpretative sul significato del termine: una vuole fare risalire l'origine del nome in Colo Ianum, per culto al dio Giano (lo confermerebbe il ritrovamento di una grossa testa di divinità bifronte e barbuta); l'altra lo riconduce a Gaudianum, nel senso di «città nel bosco», pur evidenziando che il toponimo Gualdo è variamente diffuso in tutto il territorio del ducato Longobardo. I periodi storici che si susseguono - da quello Angioino Aragonese a quello del Vice regno Spagnolo (1500 e 1600) - interessano relativamente il modesto agglomerato di Qualiano, mentre notevole importanza, sotto il profilo urbanistico, ebbe il secondo periodo Borbonico (1815-1860). L'economia locale è ancora alla ricerca di un solido equilibrio interno, benché siano in progressiva espansione tanto l'industria quanto il terziario: quest'ultimo annovera svariati esercizi commerciali accanto a una discreta rete di servizi, compresi quelli più qualificati (intermediazione finanziaria e immobiliare, agenzie di servizi informatici); stabilimenti industriali di una certa consistenza operano inoltre nei comparti delle confezioni, del legno, dei materiali da costruzione e della gomma e della plastica, nonché in quelli innovativi della chimica, dell'elettronica e della lavorazione dei metalli. Per parte sua l'agricoltura, che negli ultimi anni ha perduto molto terreno, si fonda sulla coltivazione della vite e sull'ortofrutticoltura. 

Si evince, quindi, con chiarezza, che l'intero territorio , ossia i tre comuni di riferimento, si caratterizza per la sua duplicità: da un lato la persistenza di un'antica e forte tradizione agricola, dall'altro la più moderna stabilizzazione di una classe media di professionisti ed impiegati provenienti dalla città di Napoli. Il territorio si connota anche per una importante vocazione commerciale, che consente, nonostante i segni di crisi, di mantenere un discreto reddito medio. Hanno contribuito in maniera diversificata  all'arricchimento dell'Offerta formativa le Amministrazioni Comunali , l'ASL ed alcune associazioni .

Il bisogno primario, che accomuna le diverse realtà, è quello che la scuola fornisca una istruzione solida, al passo con la mutevolezza dei tempi, e tale da consentire, nel futuro, la permanenza dei giovani nella loro realtà con energie che rigenerino il territorio soprattutto in termini di cittadinanza responsabile.